Scuola di Alta Formazione Filosofica

 
A scuola da Pareyson ... tutta una vita

Biografia a cura di Francesco Tomatis

pubblicata su Cuneo: provincia granda, n. 2, anno 2000, pp. 21-22.


Nel 1942 professore al Liceo classico di Cuneo con una classe
(archivio Rosetta Schlesinger)

Nato il 4 febbraio 1918 a Piasco, paese occitano all'imbocco della valle Varaita, da genitori entrambi originari della valle d'Aosta, Luigi Pareyson fu precocissimo nei suoi studi, iscrivendosi nel novembre 1935 all'Università di Torino e laureandovisi nel giugno 1939. Già nell'autunno del 1935, a soli diciassette anni di età, tenne le sue prime lezioni come supplente al Liceo Cavour di Torino. Nelle estati del 1936 e del 1937 frequentò Karl Jaspers a Heidelberg. Il suo magistero di filosofo della libertà lo rivelò già incomparabilmente al Liceo classico di Cuneo, dove neolaureato e abilitato insegnò dall'ottobre del 1940 al marzo del 1944, sulla cattedra che fu già di Gioele Solari: fra i suoi maestri prediletti, assieme ad Augusto Guzzo, all'Università di Torino. A Cuneo formò alcuni di quelli che fin troppo presto sarebbero dovuti diventare esponenti della resistenza italiana: fra i molti ricordiamo Ildebrando Vivanti, che assieme al collega Leonardo Ferrero accompagnerà in bicicletta il 10 settembre 1943, per poi rientrare in città, alla volta di Madonna del Colletto, dove nacque il nucleo originario delle formazioni partigiane azioniste Giustizia e libertà, e Uberto Revelli, uno dei fondatori della organizzazione partigiana Franchi. Fra gli allievi liceali cuneesi che lo emuleranno nella carriera filosofica si annoverano invece Carlo Arata (professore all'Università di Genova), Michelangelo Ghio (professore all'Università di Chieti), Valerio Verra (professore all'Università di Roma, ora accademico dei Lincei, fra i maggiori storici italiani della filosofia). Sempre con Leonardo Ferrero e con Duccio Galimberti costituisce nel 1942 il nucleo cuneese del Partito d'Azione. Nel marzo 1944 viene sospeso dall'insegnamento e arrestato dall'ufficio politico della Federazione fascista; rilasciato dopo alcuni giorni di prigionia e interrogatori, opererà in semiclandestinità fra Torino, Cuneo, Alba e Piasco, come responsabile dell'ufficio del comando delle formazioni Giustizia e libertà per la provincia di Cuneo, in stretto e riservato contatto con Duccio Galimberti, anch'egli in clandestinità a Torino. Fra i fondatori del clandestino CLN-Scuola piemontese, sino alla liberazione pubblica anonimamente diversi articoli su "L’Italia libera" e documenti programmatici sul problema di una riforma della scuola e della educazione. Dal febbraio 1946 sino all'ottobre 1988 insegna all'Università di Torino, prima Estetica e Pedagogia, poi Filosofia teoretica e Filosofia morale. Nel 1948 e nel 1949 insegna anche all'Universidad de Cuyo di Mendoza, in Argentina, dove ancora è vivo il ricordo della sua personalità.

Pareyson con gli allievi Giovanni Vattimo e Umberto Eco
 e l'amico Hans-Georg Gadamer

(archivio Rosetta Schlesinger)
 

Fra i suoi allievi più noti: Umberto Eco e Gianni Vattimo, laureati con Pareyson rispettivamente con una tesi su Tommaso d'Aquino ed una su Aristotele, Giuseppe Riconda, suo attuale successore sulla cattedra di filosofia teoretica, nonché presidente del Centro Studi Filosofico-religiosi Luigi Pareyson, presso l'Università di Torino, Sergio Givone e Mario Perniola, fra i maggiori esperti di estetica in Italia, inoltre Claudio Ciancio, Francesco Moiso e Maurizio Pagano, affermati studiosi del romanticismo e dell'idealismo tedesco, Ugo Perone, oltre che filosofo attuale assessore alla cultura del Comune di Torino, Valerio Zanone, già segretario del Partito liberale italiano e ministro della Repubblica. Tra i molti allievi universitari cuneesi laureati con Pareyson anche Maria Lucia Villani, poliedrica ispiratrice del Laboratorio Aggiornamento Poesia Europea del Liceo scientifico di Cuneo. L'insegnamento di Pareyson, malgrado l'assidua e frenetica attività universitaria, non si riduce tuttavia alle relazioni accademiche. Già durante gli anni di Cuneo il filosofo amava circondarsi di una schiera ristretta di allievi e amici eletti, per confrontarsi periodicamente in libertà su problemi filosofici, politici, esistenziali - o anche per suonare, come amava fare, la fisarmonica. Sin dal suo nascere nel comitato direttivo del Centro di studi filosofici cristiani di Gallarate, il suo lavoro nel campo editoriale come direttore della "Rivista di estetica" e di diverse collane filosofiche presso gli editori Mursia, Zanichelli, Bottega d'Erasmo fu inestenuabile, coinvolgendo i migliori studiosi italiani e stranieri. Gli ultimi anni della sua vita mortale, segnati dalla malattia e dalla sofferenza, lo vedono ritirato nella solitudine di Rapallo, concentrato a raccogliere tutte le forze per il suo ultimo lavoro filosofico. Tuttavia anche qui seppe trovare lo spazio per l'amicizia e il magistero, non foss'altro che telefonicamente e via lettera, o attraverso quei preziosissimi incontri di cui di quando in quando faceva dono ai propri scelti interlocutori. È a Rapallo che, oltre al sempre affettuoso rapporto con i famigliari, gli amici di sempre, Giuseppe Riconda, Xavier Tilliette, Gianni Vattimo, si uniscono alle ultime generazioni di studiosi, che iniziano a frequentarlo in quanto oggetto di studio e di pensiero anziché come mero professore, nel costituire il suo personale filtro di mediazione con la storicità.
La morte lo coglie, non impreparato, l'8 settembre 1991, mentre sta concludendo l'opera a cui affidare l'ultima elaborazione del suo pensiero, dall'inizio alla fine ispirato alla libertà: l'Ontologia della libertà.

     
 

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